mercoledì 14 gennaio 2009

Risposta al sindaco Romani per gli ulivi secolari



Sulla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi si è dato risalto alla lettera che il sindaco Emilio Romani ha inviato al nostro Presidente Nichi Vendola per sottolineare l'inadeguatezza della Legge Regionale n. 14/2007 "Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia" .
Mi sono sentito in dovere di ribattere al sindaco e l'ho fatto con queste parole (che spero siano ascoltate da qualche giornalista):
"Al sindaco Romani mi piace sottolineare che l'olivo ha costituito e costituisce un contributo e un elemento indispensabile al benessere quotidiano e a un raffinato modo di vita. Luce, medicamenti, unguenti e profumi, lubrificanti, alimento e condimento, calore e legno sono i preziosi doni che l'ulivo ha riservato e tutt’oggi riserva all'uomo. L'ulivo è simbolo di pace e saggezza, serenità, prosperità e benessere, vittoria e onore. In ogni spazio verde dovrebbe essere presente questa meravigliosa e immortale pianta.
La legge regionale n. 14/2007 "Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia" fa propri i concetti sopra esposti ed è insieme un tributo all'albero simbolo della nostra regione, un gesto di amore verso le future generazioni e di saggezza per un patrimonio che parla la lingua dell'agricoltura, della gastronomia, del paesaggio, della storia, del turismo, della natura.
La normativa, prima in Europa nel suo genere, integra le esigenze di tutela con quelle di valorizzazione degli ulivi monumentali.
Con questa legge inoltre la giunta regionale di Nichi Vendola è corsa ai ripari per evitare che il territorio pugliese continui ad essere depredato, poiché gli ulivi sono alberi che vanno molto di moda come ornamenti esclusivi nei parchi o ai bordi delle piscine di residenze dorate e pretenziose di tutta Italia. Periodicamente vengono a galla casi attorno ai quali si registra clamore e indignazione perché lentamente ma inesorabilmente si svilisce lo straordinario patrimonio verde della Puglia che annovera ben il 25 per cento della superficie coltivata proprio alla coltura dell'ulivo. Si calcola che siano circa 50-60 milioni gli alberi di ulivo su tutto il territorio regionale e di questi non meno di 5 milioni sono gli ulivi secolari. Insomma, è indubbio che l'ulivo possa essere considerato a pieno titolo l'albero-simbolo della regione che offre straordinari paesaggi caratterizzati proprio da questa essenza e che dà luogo ad una straordinaria produzione di ottimo olio con una considerevole economia.
La legge, concordata con le stesse associazioni di categoria, è molto innovativa perché va ben al di là dei meri divieti, puntando alla promozione degli stessi ulivi. Perfino gli ulivi secolari espiantati per motivi di pubblica utilità, prevede il disegno di legge, dovranno essere reimpiantati, entro 30 giorni e a spese del realizzatore dell'opera, in aree libere degli stessi lotti di intervento o in altre aree di proprietà comunale o limitrofe o in aree pubbliche destinate al reimpianto di ulivi secolari, sempre in Puglia. A tal proposito è stata istituita una Commissione Tecnica, presieduta da Nico Tedesco che sta lavorando e, siamo certi, lavorerà per tutelare gli ulivi monumentali senza ostacolare lo sviluppo sia del settore agricolo che di altri settori produttivi, nel rispetto, comunque, della vigente normativa.
Importante è anche il nuovo sbocco produttivo che si offre a chi punta a produrre olio da questi alberi, giudicati scarsamente produttivi: si istituisce la dicitura "olio extravergine degli Ulivi Secolari di Puglia" che potrà essere utilizzata da tutti i produttori di olio extravergine ottenuto da drupe provenienti da ulivi e oliveti monumentali, assicurando così nuove opportunità di reddito per gli agricoltori. La stessa Regione Puglia provvede direttamente alla promozione di questo olio legando insieme i diversi valori della gastronomia, del paesaggio e del turismo. Un modo questo per sottolineare l'importanza di un settore che interessa 150.000 aziende agricole specializzate che coltivando le 53 diverse varietà di olive mantengono attivi 1200 frantoi regionali con un risultato di oltre 700 milioni di euro all'anno di reddito.
Agli agricoltori stessi va spiegato, in maniera puntuale, senza connotazioni politiche, che un sistema definito e ben calibrato di deroghe garantisce, attraverso l'operazione del reimpianto in campo aperto degli ulivi monumentali, la realizzazione di quelle opere di pubblica utilità ritenute indispensabili e le opere di modesta entità per il miglioramento fondiario. Con grande consapevolezza la legge regionale affida all'agricoltore il ruolo di manutentore del paesaggio. La normativa prevede infatti la possibilità di stabilire convenzioni tra enti pubblici e aziende agricole e il Piano di Sviluppo Rurale ha previsto specifici bandi per il finanziamento di questi interventi. La legge regionale prevede inoltre priorità di accesso ai finanziamenti regionali, nazionali e comunitari per la realizzazione di progetti con finalità di mantenimento in coltura degli ulivi monumentali, miglioramento qualitativo del prodotto, recupero e manutenzione del paesaggio rurale.
A tutto questo va aggiunto che come indicato nella legge n. 14 del 4 giugno 2007, la Regione, grazie alla sinergia fra gli Assessorati alle Risorse Agricole ed all’Ecologia, ha provveduto a individuare una consistente linea di finanziamento a favore degli agricoltori proprietari di ulivi plurisecolari oggetto della tutela legislativa. Infatti, nella misura 323 del nuovo Piano di Sviluppo Rurale adottato dalla Giunta Regionale è testualmente indicato che, nell’azione 2 di tutela e riqualificazione del patrimonio culturale, per “opere di manutenzione straordinaria degli olivi monumentali come disciplinati dalla normativa regionale” sono riservati 10 milioni di euro. I beneficiari saranno individuati con procedure di evidenza pubblica. La Regione ha così adempiuto con sollecitudine e convinzione agli impegni assunti con le Associazioni di categoria degli agricoltori per evitare un congelamento del loro reddito come conseguenza dell’applicazione della legge.
Mi viene da chiedere a Romani cosa altro si possa chiedere a una legge che tutela patrimonio agricolo, economico e turistico-paesaggistico-gastronomico. Certo, la legge va migliorata conciliando in maniera prioritaria la tutela dell’ambiente e il reddito, indennizzando giustamente gli agricoltori che tutelano gli alberi secolari rendendo un servizio non solo a loro stessi ma a tutti i cittadini, all’umanità intera, ma finalmente si riconosce il valore degli alberi di ulivo monumentali, la loro importanza produttiva, di difesa ecologica e idrogeologica, ma per noi Verdi soprattutto il loro alto valore evocativo e rappresentativo all’interno del meraviglioso paesaggio pugliese."
Cosa ne pensate?

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